| Sant'
Angelo in Vado |
Cittadina posta
lungo l'alta valle del Metauro, a 71.9 km dal mare, al centro
di un ameno paesaggio caratterizzato dai primi contrafforti appenninici
che fiancheggiano la strada statale che sale verso il passo di
Bocca Trabaria (m.1044).
Di origini medievali, S.Angelo in Vado è sorto sulle rovine
della romana Tiphernum Mataurense, antico municipio distrutto
durante la guerra gotica (sec. VI) e di cui si conservano interessanti
reperti archeologici. L'abitato medievale fu dedicato all'Arcangelo
Michele e definito 'in Vado' dal guado lungo il Metauro che si
poteva (e si può ancora) attraversare a piedi o a cavallo.
Centro principale fin dal IX secolo della cosiddetta Massa Trabaria,
dalla metà del secolo XIV fu soggetto ai Brancaleoni per
entrare a far parte dei territori del futuro ducato di Urbino
quando Gentile Brancaleoni andò sposa a Federico da Montefeltro
(1437). Da allora la storia di S.Angelo seguì le sorti
di Urbino fino alla storica devoluzione del 1631 a cui fece seguito
nel 1636 l'elevazione del piccolo centro al rango di città
per volontà del Papa Urbano VIII. Il bel centro storico è ricco di
monumenti di varie epoche: dal trecentesco Palazzo della Ragione
sovrastato dalla coeva Torre Civica ('el Campanon') alla settecentesca
Cattedrale, dagli antichi palazzi Santinelli, Grifoni, Clavari
e Mercuri al secentesco Palazzo Fagnani (maestosa sede comunale
dal 1838). Fra le chiese più ricche di opere d'arte vanno
infine ricordate: S.Maria extra muros con l'adiacente
ex monastero dei Servi di Maria, S.Chiara con il relativo convento,
S.Caterina del Corso e S.Caterina delle Bastarde, la seicentesca
chiesa ottagonale di S.Filippo e l'oratorio dell'Immacolata,
S.Bernardino, S.Francesco e la cinquecentesca S.Maria degli Angeli
con adiacente chiostro coevo.
S.Angelo
in Vado ha dato i natali a tre pittori celebri: i fratelli Federico
e Taddeo Zuccari, attivi soprattutto a Roma nella seconda metà
del XVI secolo, e Francesco Mancini che a Roma tenne bottega
nella prima metà del XVIII secolo dove ebbe fra i suoi
allievi più di un marchigiano. |
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