| Serrungarina |
Sorge fra le
colline che delimitano la sponda sinistra del basso Metauro,
a 2.5 km da Tavernelle, frazione posta lungo l'antica via Flaminia
a 16.4 km da Fano, là dove in epoca romana sorgeva una
'tabernula' o 'statio' per la sosta e il ristoro dei viaggiatori.
Anticamente
nota come Brisighella, Serrungarina pare debba il suo nome a
Ser Ungaro degli Atti, un notaio vissuto nel XIV secolo, periodo
in cui entrò a far parte dei domini di Galeotto Malatesta
che nel 1341 vi fece erigere una rocca oggi scomparsa con l'eccezione
della cisterna per la raccolta delle acque. Fu presso le sue
mura che Sigismondo Malatesta pose in rotta nel 1432 le milizie
del Vitelleschi mandategli contro da Papa Eugenio IV. Successivamente
Serrungarina costituì per lungo tempo uno dei capisaldi
di difesa del territorio fanese contro quello montefeltresco
e fu la comunità fanese a farvi costruire a proprie spese
nel 1482 la cosiddetta 'Traforata': un condotto sotterraneo con
grande pozzo d'accesso a scala elicoidale, atto a condurre l'acqua
fino agli antichi mulini della Sacca. All'interno della cinta murata del 'castello',
là dove sorgeva la rocca, al termine di una caratteristica
gradinata, sorge oggi la chiesa parrocchiale di S.Antonio abate,
fatta costruire nel 1665 e riedificata nel 1867: chiesa dove
sono custodite due pregevoli tele del fanese Giuliano Persciutti
('Immacolata Concezione') e del fossombronese Gianfrancesco Guerrieri
('Visitazione').
Fanno
parte del territorio comunale di Serrungarina anche gli antichi
'castelli' di Bargni e Pozzuolo. In prossimità del primo
sorge Villa Federici (nota anche come Villa dei Pini) fatta costruire
nel 1683 dall'abate Domenico Federici e oggi trasformata in albergo;
prossimo al secondo è invece il Monte della Màtera
(m.393) intorno al quale si intrecciano da secoli varie leggende. |
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