| Talamello |
Antico
borgo della media valle del Marecchia, posto sulla cima di un
colle, alle falde del monte Pincio, rivestito da una pineta e
da un castagneto centenari.
Il toponimo
del paese deriva da Thalamos (grotte, abitazioni). Di
origini anteriori al IX secolo, appartenne ai Della Faggiola
e poi ai Malatesta, roccaforte nella lotta contro i Montefeltro
(sec. XV). Nei secoli XIV e XV fu anche sede dei vescovi del
Montefeltro, prima del loro passaggio a Pennabilli. Aggregato
a Mercatino Marecchia (oggi Novafeltria) dal 1928 al 1946, dopo
quest'ultima data ha riacquistato l'autonomia comunale. Sulla
piazza principale del borgo, abbellita da una grande fontana,
sorge la seicentesca parrocchiale di S.Lorenzo che custodisce
all'interno una preziosa Croce dipinta attribuita a Giovanni
Baronzio o ad altro esponente della scuola trecentesca riminese. Nella stessa chiesa sono inoltre
una statua lignea policroma ("Madonna con il Bambino")
del sec. XV e un Crocefisso ligneo del sec. XVI. Di grande interesse
artistico la 'cella' del Cimitero, interamente decorata di affreschi
("Adorazione dei Magi", "Presentazione al Tempio",
"Sante" e "Santi"), opera di Antonio Alberti
da Ferrara (1427). Nella chiesetta di Collina si conserva invece
un affresco ("Madonna con il Bambino") di fine Trecento
o primi del Quattrocento.
Una
specialità di Talamello è il 'formaggio di fossa',
tipica caciotta locale, calata in fosse scavate nel tufo da cui
viene estratta dopo mesi di stagionatura: ciò che consente
al prodotto di sprigionare quegli umori e quegli aromi che lo
caratterizzano e che gli hanno meritato la denominazione DOC
di 'Ambra di Talamello'. |
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